Rinnovabili, corsa al 2030: Estra accelera e sbarca nell’eolico

Tra investimenti per oltre 500 milioni e l’ingresso nel settore eolico, Estra rafforza la sua strategia sulle rinnovabili

30 marzo 2026

2 intorno rinnovabili thumb

Dal 2000 a oggi le rinnovabili in Europa sono passate dal 15% a quasi il 50% del mix elettrico. L’Italia risulta appena sopra la media europea, con la quota di consumi coperta da fonti rinnovabili che dovrebbe raggiungere entro il 2030 il 63,4%. Quasi una corsa contro il tempo, e contro le dinamiche geopolitiche che non aiutano il già complesso processo di transizione energetica. Se la stabilità energetica è una condizione essenziale per la crescita del Paese, il modo in cui sarà gestita la transizione determinerà l’impatto sulla lotta al cambiamento climatico e sulle bollette energetiche.

In un contesto, per dirla come il Presidente di Estra Francesco Macrì, di transizione “che per essere realmente sostenibile deve essere plurale”, Estra ha accelerato il proprio impegno con un piano di investimenti da circa 502 milioni di euro nel settore delle rinnovabili entro il 2029, con la realizzazione di circa 520 MW di nuovi impianti fotovoltaici (tra agrivoltaico e tradizionali) in Toscana, Marche, Puglia, Sardegna e Sicilia, e una produzione stimata di oltre 780.000 MWh di energia pulita ogni anno.
Energia prodotta sui territori, che riduce l’esposizione ai mercati internazionali e crea le condizioni per tariffe più stabili nel tempo. A inizio anno Estra è entrata anche nel settore eolico con l’acquisizione da Alerion di un parco da 52 MW in Campania, con oltre 130 GWh annui di energia pulita, l’impianto fornirà un contributo all’autonomia energetica dei territori serviti da Estra, aumentando la disponibilità di energia verde e sostenendo il processo di decarbonizzazione dei consumi.